Solo un secondo su un altro sei giá in aria
E poi ogni tanto guardi in alto, tra un soffio e un altro, per comprendere il silenzio e il rumore che non sai e che per questo non ti parla o, almeno, tu non lo capisci. Il suo sorriso. Gli abbracci. Li ripensi, li rivivi e ti affanni. L'acqua calda e torbida nella tazza che dovrebbe essere un caffé, due mani e fuori la prima luce artificiale, anche se non é ancora buio. La foto strappata cosí non é mai esistita, eppure la ricordi ancora, che strana immaginazione. Abbandoni la tazza e quell'acqua torbida che somiglia tanto ai tuoi pensieri, confusi, disarticolati, incoerenti persino. La porta di vetro e solo un secondo su un altro sei giá in aria. Uno sguardo alle mani, sotto la pelle le vene. Malgrado tutto, sorridi.




