E poi c'è il mare
Una pienezza pacata. Ti avvicini lentamente al mare e piu' si fa imminente quest'immensità più ti riempie. E trovi ancora la forza di sorprenderti. Senti i gabbiani, i pescatori riposano, un'anima solitaria consuma il suo pranzo. E potresti anche sparire adesso, con il mare, portartelo via, con questa pienezza pacata e silenziosa, con quest'acqua riccia per il vento lieve. Quest'acqua che non riesce a stare ferma e che ti ricorda qualcuno, si muove, esplora, accarezza punti fermi e poi va via, abbandona, muore e rinasce ogni volta. Non ti sembra terribile neanche la precarietà se la guardi così, malgrado l'incertezza di domani, malgrado quel senso strano che si aggroviglia allo stomaco e lo stringe facendo venir meno la terra sotto i piedi. A tratti, quando cerchi di pensare al futuro e proietti qualcosa al di là di quello che potresti realmente sostenere. Adesso, però, stai bene. Rimetti la penna in borsa, posa la carta e vai verso ciò e chi ti aspetta, questo mare lo puoi portare con te, non ingombrerà.



