domenica, 27 agosto 2006

A mezz'aria

mezz

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: cupiditas alle ore 18:59 | Permalink | commenti
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sabato, 19 agosto 2006

Uno spazio quasi bianco che si legge appena

E adesso scopri il viso,

lascia cadere i capelli leggeri sulla pelle,

sui segni dell'abbronzatura 

sui segni dei giorni che sono già andati via.

Guardati l'anima nuda,

come musica,

come violini che si moltiplicano lentamente

e lentamente ti risuonano dentro.

E non credere di riuscire a vestirti

disegnando quegli occhi titubanti

mentre inizi a respirare un nuovo giorno,

o una nuova notte.

Ascolta,

ascolta le note che ti risuonano dentro,

lente,

e non fissare le labbra tremanti.

Scivolati dentro,

come acqua,

come pioggia delicata

sospinta dal vento,

senza tormento.

L'anima nuda

postato da: cupiditas alle ore 22:09 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 18 agosto 2006
¿Qué diría una barra si pudiera hablar?barra
postato da: cupiditas alle ore 08:35 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 17 agosto 2006
Continuo a moltiplicare realtá.reflejo
postato da: cupiditas alle ore 12:46 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 16 agosto 2006

Due giorni dopo, un giorno fa

Di nuovo quel vento leggero, quell'aria fine che attraversa i capelli e scompone i pensieri, arriva alla mente, la schiarisce. Nell'andare ti accompagna la musica degli artisti di strada che con i loro sogni o con le loro rassegnazioni cercano di regalare emozioni a chi non è troppo distratto. Plaza Mayor è a pochi metri, giá assapori il piacere intimo di poterti sedere lí a goderne, giá vedi le luci e ti viene in mente il quasi turbamento di chi la vide per la prima volta di notte, si fermó di scatto, quasi respinto da quella visione scioccante, mentre tu proseguivi con altri lasciandotela scivolare addosso, di certo non perchè non la adorassi, forse per distrazione o per abitudine. L'abitudine molesta, l'abitudine che riesce ad alterare terribilmente il valore delle cose. È splendida come sempre, lo è per ciò che riesci a contemplare quando ti fermi lí e assumi il pieno controllo di te stessa e il tempo si ferma in uno spazio con contorni variabili. Le luci. Le luci di sempre anche se in parte spente, uno spettacolo inaspettato a ritmo di sevillanas, volti incuriositi o distratti che fra poco andranno via e crederanno di aver capito tutto di questo angolo di terra, saranno pronti ad emettere giudizi ed a sparare sentenze inappellabili. Come la conoscenza fugace che autorizza a pensare di tutto, come quegli approcci superficiali che rimarranno sempre una possibilità. Scroscio di applausi, uomini e donne che camminano in costumi tipici per celebrare la Virgen de la Paloma, scene di feste di quartiere che ricordi da qualche giorno, la Latina, come ricordi l'apprezzamento per come sono vissute, la religione e in nome di chi sia la festa non c'entrano, si tratta di un modo di approcciarsi e di tenere uno stile di vita. Il ritmo della musica si fa orientaleggiante, la fotocamera che per qualche assurda ragione non è nella tua borsa e una rapida rigressione te la fa vedere sul comodino accanto al tuo letto, lo spettacolo che tra poco finirà e tu lo avrai vissuto solo a metà, come quelle conoscenze superficiali che non riesci ad approfondire, come quegli approcci interrotti sul più bello, quando comiciavi a prenderci gusto. Una sigaretta fumata a metà.    

postato da: cupiditas alle ore 14:23 | Permalink | commenti (2)
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