Una panchina come tante, in legno, usurata dal tempo, con evidenti i segni di chi l'ha vissuta. Una serie di cartoni ed altri materiali sparsi sono, con un ordine meticoloso, disposti nello spazio tra la parte di seduta della panchina e il suolo. Oltre le scatole di cartone distinguo un secchio, in parte nascosto, degli assi di legno ordinatamente adagiati all'estremitá sinistra dello schienale. Distrattamente. I tanti lavori in corso mi fanno pensare che qualcuno abbia eletto la panchina a deposito temporaneo. Perchè io in quei cartoni divenuti scatole vedo (immaginando) del materiale. Sono distratta, va bene, ma è l'impressione. C'è solo una cosa che non torna. Quel dannato ordine che non appartiene ai depositi temporanei in strada. Ripenso alla meticolositá con cui è stato sfruttato ogni millimetro disponibile sotto quella panchina. Vado via. Il giorno dopo quella panchina è sempre lì, sempre uguale, e il successivo. E sempre quell'ordine a disturbarmi perchè mi confonde. Dove sono gli operai? Quale appartamento stanno restaurando? L'ennessimo giorno, di una serie in realtá breve ma di cui l'incertezza mi ha dato una percezione distorta, capisco. Insieme ai cartoni vedo, sulla panchina, uno zaino ormai logoro, un bicchiere ancora non privato dell'aqua, o di qualsiasi cosa sia, e due fazzoletti strappati, disposti a modi tovaglia. Sotto, invece, una scatola spostata in avanti, leggermente aperta, da cui si intravedono una forchetta, un calendario tascabile, l'antenna di una radio. Passo e incontro un uomo, sta tornando a casa con in mano il suo pranzo, un panino a cui mancano pochi morsi, un pezzo di torta alle mandorle, delle patatine. Torno a casa, nella stanza che lascio in disordine quando vado di fretta, nella confusione che riesco a creare in pochi minuti. Ripenso a quella panchina, all'ordine, al disordine, al panino quasi finito, alla mia stanza, alle certezze che possono sgretolarsi, a quello che ci lasciamo dietro quando camminiamo per strada senza fermarci mai, a quello che spesso non vogliamo vedere.
Paradossi.






