martedì, 30 maggio 2006

agua fria

postato da: cupiditas alle ore 21:59 | Permalink | commenti
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mercoledì, 24 maggio 2006

Cannibali

Il candore di un foglio bianco, immacolato.
L’istinto che fa scivolare le parole, scrittura in scioltezza, scorci di un racconto di sé.
Un numero abnorme di persone scrive a se stesso. Quasi chiunque ha scritto, almeno una volta, di sé. Perché?
Perché deflorare un foglio immacolato con pensieri sparsi destinati ad un unico interlocutore? Parlo di quelle cose scritte per non essere mai diffuse, scritte perché rimangano segrete, scritte e di cui non si è mai fatto parola nemmeno con la persona più intima.
Rileggersi, dopo un giorno, dopo un anno, dopo decenni. Quel foglio sempre lì a ricordarci qualcosa e che a volte riesce persino a sollevare dubbi sulla paternità. Possibile che sia stata scritta dalla stessa persona che un po’ sorpresa la sta rileggendo adesso?
Appunto. Io domani. Io tra un anno o dieci. La stessa persona ma con altre cicatrici, con lo sguardo rivolto altrove, con altri silenzi e trasalimenti diversi. Ci scriviamo per analizzarci, per capirci in un incessante ricerca di noi stessi. Ci oggettiviamo e cannibalizziamo il nostro io. Divoriamo quei fogli sparsi per riprenderci quello che un tempo abbiamo taciuto cedendolo solo al candore di un foglio bianco.
postato da: cupiditas alle ore 23:41 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 20 maggio 2006

DudaS

orch

Il beneficio del dubbio. Già parlarne in termini di beneficio è indicativo, ne enfatizza gli aspetti positivi. Nel tempo ho imparato a dubitare ed oggi sono più che mai simpatizzante del dubbio metodico, per mille motivi. Perché la superficie a volte è liscia e colorata, ma se apri la scatola si diffonde un miasma terribile. Perché ordini tutto e metti ogni cosa al suo posto, a lungo, e un attimo di distrazione, la finestra aperta, un soffio di vento ed ogni cosa è in un posto che non è il suo. Perché credevi di ricordare perfettamente cosa ci fosse in quel cassetto, invece lo apri e scopri che quella misera certezza è crollata. Perché non sto parlando né di scatole, né di cose, né di vento, né di cassetti. Il dubbio, dunque, da spiraglio sempre aperto può essere una pseudo-difesa. E se invece diventa ossessione? Se si trasforma in bisogno incontrollato, bisogno di sapere, bisogno di superare per forza un pensiero entropico che rischia di esplodere se non trova risposte?

id

Ricordo di un racconto, ascoltato circa un lustro fa. Orchide, un ragazzo stupendo, stando al mito greco che ne narra la vicenda, aveva un’incerta identità sessuale (orchide deriva da orchis = testicolo) e non potendo sopportare questo lancinante dubbio si lasciò cadere da una rupe. Sulla terra bagnata dal suo sangue nacquero moltissimi fiori, dai colori che a volte facevano eco ad aspetti femminili, altre maschili e che nel loro insieme rievocavano i tormenti del giovane. Orchidea, un fiore ibrido, senza sesso, figlio del dubbio. Stupendo.

ea

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mercoledì, 17 maggio 2006

dentro il cratere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dentro un cratere o sulla luna.

postato da: cupiditas alle ore 16:39 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 15 maggio 2006
L’imprevisto
          
È rabbia.
Reagire all’inaspettato non sempre si può e la rassegnazione non è proprio una condizione d’animo auspicabile, quantomeno non quella a cui tendere. L’ira nasce dal non essere padroni di se stessi o di una contingenza, legata magari a un progetto più ampio, dall’essere impotenti e dal non poter determinare il corso o solamente l’attuazione di qualcosa già potenzialmente in essere.
“Volere è potere” frase regina della fiera delle banalità.
Il fatalismo a cui non ho mai creduto non c’entra. Troppo facile porsi come vittime di un destino malefico. Troppo crudo e assurdo pensare che le proprie azioni valgano così poco.
L’imprevisto è camaleontico e il peso varia così come gli effetti: quasi sempre non determina una tragedia. Scavalchiamo quella fastidiosa tendenza a far apparire iperbolica anche una banalità.
A volte la rabbia può essere pazienza e la rassegnazione semplicemente e solo attesa.
postato da: cupiditas alle ore 22:00 | Permalink | commenti (2)
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