
Cannibali
Cannibali
DudaS

Il beneficio del dubbio. Già parlarne in termini di beneficio è indicativo, ne enfatizza gli aspetti positivi. Nel tempo ho imparato a dubitare ed oggi sono più che mai simpatizzante del dubbio metodico, per mille motivi. Perché la superficie a volte è liscia e colorata, ma se apri la scatola si diffonde un miasma terribile. Perché ordini tutto e metti ogni cosa al suo posto, a lungo, e un attimo di distrazione, la finestra aperta, un soffio di vento ed ogni cosa è in un posto che non è il suo. Perché credevi di ricordare perfettamente cosa ci fosse in quel cassetto, invece lo apri e scopri che quella misera certezza è crollata. Perché non sto parlando né di scatole, né di cose, né di vento, né di cassetti. Il dubbio, dunque, da spiraglio sempre aperto può essere una pseudo-difesa. E se invece diventa ossessione? Se si trasforma in bisogno incontrollato, bisogno di sapere, bisogno di superare per forza un pensiero entropico che rischia di esplodere se non trova risposte?

Ricordo di un racconto, ascoltato circa un lustro fa. Orchide, un ragazzo stupendo, stando al mito greco che ne narra la vicenda, aveva un’incerta identità sessuale (orchide deriva da orchis = testicolo) e non potendo sopportare questo lancinante dubbio si lasciò cadere da una rupe. Sulla terra bagnata dal suo sangue nacquero moltissimi fiori, dai colori che a volte facevano eco ad aspetti femminili, altre maschili e che nel loro insieme rievocavano i tormenti del giovane. Orchidea, un fiore ibrido, senza sesso, figlio del dubbio. Stupendo.


Dentro un cratere o sulla luna.